Il piccolo Alex sta meglio: «Ho combattuto come un guerriero, mi sono aggrappato alla vita»

«Ciao a tutti, scusate se non vi ho aggiornato per un po’ di tempo, ma con mamma e papà, assieme a tutti i medici e infermieri che mi hanno premurosamente curato in questo periodo, abbiamo deciso di essere concentrati sulla mia ripresa senza permetterci alcuna forma di distrazione».

È scritta in prima persona la lettera pubblicata sui social dai genitori del piccolo Alessandro Maria Montresor, il bimbo affetto da una malattia genetica rara, che con la sua storia ha commosso l’Italia. «Non è stato semplice, sono stato lontano da tutto e da tutti, ma adesso che il catetere venoso centrale, collegato al mio cuoricino per permettere l’infusione dei farmaci oltre che delle cellule staminali di papà, è stato tolto ed abbiamo avuto conferma dagli ultimi esami che le cellule del mio papà hanno completamente sostituito quelle mie malate, posso finalmente intraprendere una nuova avventura: vivere come i bimbi delle mia età», continua il piccolo, tornato a casa lo scorso aprile, a 4 mesi dal