Coronavirus. L’esperienza di un giovane valtellinese residente a Shanghai

SHANGHAI (RPC) – Con il passare delle ore aumenta la situazione di incertezza e di preoccupazione determinata dal diffondersi del coronavirus: solamente nelle ultime 24 ore, le autorità governative di Pechino hanno fatto sapere che il numero dei contagiati è aumentato di circa 700 unità – passando da 2.036 a 2.744 – mentre i decessi sono ad oggi 81. Numeri che certamente fanno impressione ma che costituiscono una percentuale contenuta della popolazione potenzialmente esposta al coronavirus.

“Qui c’è preoccupazione – sottolinea un giovane valtellinese, da noi contattato telefonicamente, che risiede a Shanghai per motivi lavorativi da alcuni anni – ma le autorità stanno affrontando la situazione con serietà e fermezza. Il governo ha diramato un comunicato in base al quale solamente gli ospedali cinesi sono titolati a trattare i sintomi tipici del coronavirus”.

Nell’area più colpita – Wuhan, da dove parrebbe che il virus si sia propagato, a partire da un mercato di pesce – si contano 1.058 casi, con 52 decessi e 42 pazienti ormai fuori pericolo, mentre 56 milioni di persone sono state isolate dal resto della Cina, per evitare ulteriori contagi.

“Io – prosegue il nostro connazionale – mi trovo a Shanghai, a 700 chilometri dall’epicentro del contagio. Qui i mezzi pubblici, come bus e taxi, in entrata ed uscita dalla città, sono bloccati ma ci sono limitazioni anche su treni e aerei provenienti dal resto della Cina. Le macchine con targa esterna alla municipalità di Shanghai vengono controllate molto attentamente, anche in considerazione del fatto che circa il 30% degli abitanti è costituito da migranti lavoratori, tutti in rientro data la conclusione del Capodanno Cinese”.

Il danno economico è certamente rilevante, noi – conclude – al momento siamo in vacanza ma gli uffici dovrebbero riaprire venerdì prossimo. Le attività commerciali e i punti di ritrovo sono stati chiusi per limitare le possibilità di contagio. La comunità italiana si supporta e si tiene informata ma nel limite del possibile, tutte le informazioni infatti sono di fonte governativa”.

Michele Broggio