Morbegno. 22 morti sospette all’Ambrosetti-Paravicini, iniziati i test sugli ospiti

MORBEGNO – Le morti sospette all’interno della Casa di riposo Ambrosetti-Paravicini di Morbegno, dall’inizio dell’anno, sono 22. Sulle salme, però, non è stato effettuato alcun tampone e quindi non è possibile parlare con certezza – anche se i sintomi lo lascerebbero supporre – di morti imputabili al Covid-19.

Sono 49 i decessi totali registrati. Sei, rispettivamente, nei mesi di gennaio e febbraio. 15 a marzo e ben 22 quelli di aprile (aggiornati ad oggi, giovedì 9). 58 le persone che si trovano attualmente in malattia tra il personale sanitario della struttura. Sedici dei quali sospetti positivi.

Nella giornata di ieri, intanto, sono stati praticati i primi test tra gli ospiti della struttura – 47 quelli eseguiti fino alla mattinata di oggi – mentre, tra il personale sanitario della Casa di riposo, si contano 6 positivi al Coronavirus, su 13 tamponi effettuati.

La situazione venutasi a creare, con il diffondersi del Covid-19, all’interno delle case di riposo è stata a dir poco difficile. Spesso in queste strutture vi si trovano ospiti con particolari fragilità che necessitano di approcci sanitari mirati per cui l’isolamento non sarebbe sempre così semplice da attuare.

“Per questo aspetto – spiega il presidente dell’Rsa, Italo Rizzi – la struttura ha cercato di seguire le indicazioni che Regione Lombardia ed il governo centrale ci hanno fornito. Si è provato a seguire le linee ufficiali, anche se a volte potevano risultare contraddittorie. C’è poi da tener conto della difficoltà che si pone nel momento in cui si passa dalla comunicazione all’attuarla. Il mettere in atto alcune disposizioni necessitava di essere attrezzati in tal senso”.

All’interno della Casa di riposo – che può ospitare 194 persone ed è in grado di accogliere fino a 18 anziani affetti da Alzheimer – sono state attuate misure di isolamento in base a tre livelli di distinzione. I casi che molto plausibilmente sono riconducibili al Covid-19, quelli su cui vi sono maggiori dubbi ed, infine, le persone che non presentano sintomi.

“La situazione resta estremamente difficile – spiega Giacomo Ciapponi, membro del consiglio di amministrazione dell’Rsa – risulta complesso riuscire a mantenere il benessere degli anziani ospiti della struttura. Si parla di persone a cui sono state rimosse delle forme di libertà a causa delle misure di cautela adottate. Una situazione che causa ancora più sofferenza dato che si parla di persone considerate estremamente fragili”

Giovanni Meroni