Clima. Webcam record sul Fellaria, la “Stalingrado” del glacialismo lombardo

LANZADA – Il surriscaldamento globale ho ormai intaccato, forse in maniera irreversibile, la quasi totalità dei ghiacciai lombardi: Alpe Sud, Campo Nord, Lupo e Suretta – utilizzati come laboratorio dati dai tecnici del servizio glaciologico, ormai non sono più in grado, o non lo saranno nel volgere di pochi anni, di fornire una lettura ‘pulita’ e precisa.

“Di fronte a questa triste situazione – sottolineano Riccardo Scotti e Matteo Oreggioni, del servizio glaciologico lombardo – ragionando sul lungo, ma neanche troppo, periodo, ci siamo trovati di fronte alla necessità di avviare dei monitoraggi su ghiacciai più grandi e a quote più elevate”.

L’attenzione dei tecnici, grazie anche al progetto Interreg Italia-Svizzera B-ICE supportato dal Comune di Lanzada, hanno rivolto la propria attenzione al complesso del Fellaria-Palù, tra i più grandi delle Alpi meridionali. “Da un lato – spiegano – stiamo effettuando rilievi geofisici per misurare lo spessore del ghiacciaio e le sue variazioni volumetriche. Dall’altro lato, forse l’attività più ambiziosa dal punto di vista tecnico, abbiamo attivato il monitoraggio degli accumuli nevosi sull’enorme Altipiano di Fellaria, il bacino di accumulo del ghiacciaio posto fra i 3400 e i 3700 metri di quota”.

Questo luogo è da sempre stato un enigma per i glaciologi italiani poiché nonostante l’esposizione meridionale la neve riesce tutt’oggi a conservarsi anche nelle estati più calde consentendo a tutto il complesso glaciale di comportarsi come un vero ghiacciaio e non come fossile climatico. Tre squadre di operatori, domenica 28 giugno, hanno portato a termine l’installazione varie apparecchiature, tra cui due webcam, le più alte della Lombardia, che avranno lo scopo di svelare i misteri del ghiacciaio.

“Secondo gli scenari climatici – concludono Scotti e Oreggioni – è già troppo tardi per salvare la maggior parte dei ghiacciai lombardi ma se, optando per una drastica riduzione delle emissioni nei prossimi decenni, qualcosa si può ancora salvare, da noi quel qualcosa è sicuramente l’Altipiano di Fellaria, la Stalingrado del glacialismo lombardo, noi ci speriamo”.

Immagini tratte da: Servizio glaciologico lombardo