DELEBIO – Iscritto al Saraceno-Romegialli di Morbegno, nato a Gravedona, da sempre abita a Delebio, accento valtellinese, 18 anni compiuti da poco. Soufian Siate è un ragazzo come gli altri, anzi forse migliorie di tanti altri, perché si interessa della società che lo circonda, fa politica – quella “bella”, quella che vuole cambiare in meglio il mondo – studia, si impegna e sogna un futuro all’università, alla facoltà di Scienze internazionali ed Istituzioni europee. L’anno scorso, lui ragazzo giovanissimo iscritto in terza superiore, si è ritrovato alla testa dei giovani del Fridays For Future.
Soufian è “diverso”, però, anche per un altro motivo: le sue radici, le sue origini sono nord Africane, marocchine, ed è scuro di pelle. No, non è solo scuro ma proprio “nero”, anzi “negro” come qualcuno ha deciso di fagli notare scrivendolo la scorsa notte sulla cassetta delle lettere dove Soufian abita con la madre, il padre e due fratellini più piccoli.
“È la prima volta che mi succede una cosa del genere – ci racconta – Devo ammettere che è stato abbastanza traumatico, uscendo per andare a scuola non mi aspettavo di certo di trovare una scritta del genere”.
La famiglia sta valutando, intanto, possibili azioni legali. L’ipotesi che si tratti di una “ragazzata” – chiamiamola così – non è, infatti, credibile secondo Soufian. “Oltre alla scritta ‘Qui abita un negro’ ci sono la croce celtica e la parola DVX, questa è qualche cosa di più che una semplice ‘ragazzata’, scrivere certe cose è grave”.
Da qui la decisione di denunciare, se non ancora dai carabinieri, almeno sui social l’accaduto: “Spesso – conclude – si dice che in Italia gli episodi di razzismo sono pochi ed isolati, ma può capitare a tutti e quando succede è difficile capire come bisogna reagire”.
Michele Broggio
Delebio. “Qui abita un negro”, scritta fascista sulla buca delle lettere



