Morbegno. All’artistico pasti consumati al caldo e in classe

MORBEGNO – Con la ripresa delle lezioni in presenza si è imposto il problema legato ai pasti degli studenti per quegli istituti che non dispongono di un servizio mensa: impensabile, infatti, permettere loro di consumare la “schiscetta” nei corridoi per l’elevato rischio di favorire i contagi da Covi-19. Altrettanto impensabile, però, chiedere ai ragazzi di mangiare fuori, in pieno inverno e al freddo.

A Morbegno ad interessarsi della questione è stato, tra gli altri, il capogruppo d’opposizione Andrea Ruggeri che si è fatto portavoce, presso il provveditore agli studi Fabio Molinari, del malcontento di una studentessa del liceo artistico. “Il problema – sottolinea Ruggeri – era maturo da tempo, mi chiedo come mai nessuno nell’amministrazione comunale, per quanto non di loro competenza, se ne sia interessato”.

“Il problema – sottolinea la dirigente scolastica Elisa Gusmeroli – riguarda tutti gli istituti superiori della provincia. Nel nostro caso abbiamo deciso di approfittare delle aule vuote e, nella pausa pranzo, dividiamo le sezioni presenti in due: una metà dei ragazzi consuma il proprio pasto dove ha seguito le lezioni mentre l’altra metà nella classe libera adiacente. In questo modo siamo in grado di garantire la sicurezza anche se agli studenti siamo costretti a chiedere prudenza, responsabilità e rispetto delle regole”.

I ragazzi dell’artistico, quindi, si fermano a scuola per la pausa pranzo – che dura 35 minuti, allo scopo di “accorciare” quanto più possibile le giornate agli studenti che per giungere a Morbegno sono costretti a compiere lunghi tragitti – per un giorno alla settimana e, se lo desiderano, possono consumare i pasti al caldo, all’interno delle aule.

“Non vorrei che i ragazzi pensassero che i dirigenti scolastici sono insensibili a queste problematiche – conclude Gusmeroli – Purtroppo stiamo vivendo una situazione complicata, è necessario capirsi e confrontarsi ma alla fine una soluzione condivisa è sempre possibile”.

M. B.