Franco Bianchini. Dal coma all’intaglio: ecco la storia dell’artista di Talamona

TALAMONA – Franco Bianchini 66enne di Talamona dopo essersi risvegliato dal coma ha scoperto una grande passione, quella di intagliare il legno, dal 2011 ha creato oltre 400 sculture di varie dimensioni e con diversi legnami.

“Nel 2011, appena andato in pensione, facevo il metalmeccanico, sono stato ricoverato in coma per 15 giorni. In quel periodo dentro di me facevo dei sogni strani, ho sognato di scalare il K2, di fare delle lunghe sciate con Elena ed Irene Curtoni, le sciatrici di Gerola Alta. Poi prima di svegliarmi ho sognato che dovevo fare delle sculture in legno, appena dimesso dall’ospedale ho deciso di comprare tutto il necessario per questa mia ‘missione’. Ricordo di aver speso 1.700 euro, e pensare che nella mia vita non avevo mai usato motosega”.

Qual è stata la tua prima scultura? “Un cappello d’alpino”. Quali sono i legnami che preferisci usare? “Io utilizzo il cedro e il pino cembro, alcune volte l’abete bianco, quest’ultimo l’ho usato per fare le corna ad uno stambecco che ho appena consegnato a Madesimo”.

Dall’inizio alla fine di una scultura usi solo la motosega? “Per la parte più grezza uso la motosega, poi utilizzo una piccola fresa Dremel e faccio le rifiniture. A seconda della giornata, se c’è vento o meno che fa seccare il legno, applico della colla che evita al materiale di aprirsi e creare delle spaccature nella scultura”. Qual è la scultura più grande che hai fatto? “Ho scolpito un orso alto quasi 2 metri e anche una Madonna di quella grandezza”.

Ho visto degli stemmi tra le tue opere. “Si, ho creato uno stemma per la polizia stradale e uno per il soccorso alpino”. Molto belli sono anche i tuoi presepi. “Si, quelli li ho scolpiti nel ceppo delle piante quando vengono tagliate”. Dove trovi tutto il legname adatto? “I miei cugini fanno i boscaioli e mi lasciano ampia libertà di scelta tra le loro cataste di legna. Diciamo che la materia prima non mi manca mai”.

M. A.