Benessere. Lo sport è un elisir di lunga vita ma non bisogna esagerare

SONDRIO – Si è parlato dei pro (tanti) e dei contro (pochi) nella conviviale on line di venerdì 5 giugno, organizzata dal Panathlon Club di Sondrio e che ha avuto come ospiti il dottor Fabio Robustelli Della Cuna, cardiologo e medico dello sport, e Alessia Rodigari, psicologa dello sport e mental coach.

“I benefici che l’attività fisica comporta sono noti fin dai tempi di Ippocrate, il medico più grande di tutti i tempi – ha esordito Fabio Robustelli Della Cuna – e ora ne abbiamo anche le prove scientifiche: è assodato che lo sport allunghi la vita e ne migliori la qualità”.

A sostegno della sua tesi, il dottor Robustelli ha evidenziato come lo svolgimento di un esercizio fisico regolare possa aiutare a ridurre il rischio di neoplasie, a prevenire l’osteoporosi, a migliorare il tono umore e, soprattutto, a migliorare il funzionamento del sistema cardiovascolare: “Tutto ciò perché – ha spiegato il medico – il movimento consente la riduzione del colestorolo LDL, il cosiddetto “colesterolo cattivo” aumentandone invece le dosi dell’HDL, quello buono”.

Ma i benefici non finiscono qui: lo sport consente di ridurre la frequenza cardiaca e la pressione arteriosa, migliorando l’aggregabilità piastrinica, riduce l’obesità ed il rischio di diabete di tipo 2, oltre che migliorare insulino-resistenza e il funzionamento dell’endotelio, il “pavimento” delle arterie.

Eppure, usando le stesse parole utilizzate dal cardiologo – “non è tutto oro ciò che luccica”. Secondo il dottor Robustelli, questi sono i benefici di un’attività svolta solo a bassa/medio intensità: “Quando la frequenza cardiaca indotta dall’attività fisica supera l’80% della massima frequenza teorica (si calcola sottraendo al numero 220-la propria età) aumenta enormemente la velocità di scorrimento del sangue nelle arterie, creando così una turbolenza del flusso.” Per questa ragione, a suo avviso, la frequenza cardiaca durante lo sport non dovrebbe superare -se non per brevi intervalli- l’80% della massima frequenza teorica, altrimenti il beneficio andrebbe persino ad annullarsi a causa della formazione dell’acido lattico.

Quindi quale sarebbe la magica ricetta dell’elisir di lunga vita? La risposta del cardiologo è “40 minuti di esercizio al giorno da svolgere almeno 3/5 giorni la settimana”. Di questo non ne saranno molto contenti atleti professionisti o agonisti, o chiunque abbia nel sangue una passione irrefrenabile per la fatica e lo sforzo fisico, anche se questo discorso è stato fatto “in generale”: esiste comunque un gran numero di atleti che si sottopongono a fatiche intense e stanno benissimo.

L’esempio lampante è Carluccio Bordoni, atleta ospite della serata che, a quasi 70 anni, continua a macinare chilometri dopo aver conquistato più volte il titolo italiano di categoria di ultramaratona, vincitore della 100 km del Passatore e della 100 km di Seregno. Per lui la corsa non è solo successo, ma soprattutto benessere.

E questa sensazione di benessere viene generata proprio dalla pratica sportiva: di questo ne ha parlato la psicologa dello sport Alessia Rodigari: “Una mente è sana solo quando il corpo è altrettanto sano – ha attaccato la dottoressa Rodigari – ed è fuori discussione che lo sport sia fondamentale per la salute mentale e celebrare di ognuno di noi”. Il movimento consente inoltre di raggiungere il cosiddetto “benessere psicologico” (tutto ciò che riguarda autostima e autoefficacia, relazioni interpersonali positive, crescita personale, motivazione e obiettivi nella vita, accettazione del sé).