Gioco patologico. Uno sportello all’ospedale per chiedere aiuto

SONDRIO – Martedì 17 dicembre operatori del Servizio territoriale per le dipendenze e della cooperativa “Lotta contro l’emarginazione” forniranno informazioni presso la portineria dell’ospedale di Sondrio

Il problema esiste e si sta manifestando in tutta la sua gravità anche in provincia di Sondrio, ma se ne parla ancora troppo poco e si tende a sottovalutarlo. Le persone in cura per dipendenza dal gioco d’azzardo in valle sono una sessantina, ma si stima che almeno 700 possano avere un problema e 7.000 siano a rischio.

Motivi che hanno spinto il Servizio territoriale per le dipendenze dell’Asst Valtellina e Alto Lario a promuovere una nuova azione di informazione e di sensibilizzazione rivolta alla popolazione, affinché le persone direttamente coinvolte, i familiari e gli amici prendano coscienza del problema e si rivolgano ai SertT di Sondrio, Morbegno, Chiavenna, Tirano e Bormio.

Martedì 17 dicembre, dalle 9:30 alle 12:30, nella portineria del Presidio ospedaliero di Sondrio personale del Sert sarà presente per fornire chiarimenti e per distribuire materiale informativo. Sarà affiancato da un operatore della cooperativa “Lotta contro l’emarginazione“, da anni impegnata su fronte del gioco d’azzardo patologico, a sostegno e in collaborazione con i SerT, l’Ats Montagna, i Comuni e gli Uffici di piano.

“Innanzitutto parliamo di Gap, ovvero di gioco d’azzardo patologico – spiega Massimo Tarantola, direttore del Dipartimento attività territoriali -, e non di ludopatia, poiché l’accento è posto sull’azzardo, dove la vincita è rimessa al caso, non sul gioco. Abbiamo la necessità di fare informazione perché non c’è una reale percezione del problema che è spesso sottovalutato e sottaciuto. È invece fondamentale che sia riconosciuto come una patologia, affinché possa essere contrastato, come le altre dipendenze, con la diagnosi precoce e gli interventi tempestivi che sono in grado di aumentare in modo significativo le guarigioni, facendo diminuire i costi a livello personale, familiare, sociale ed economico. Ci troviamo di fronte a una dipendenza non da sostanza che viene trattata in maniera diversa dalla nostra équipe altamente qualificata, formata da medici, psicologi, educatori e infermieri”.

Giocare troppo, evidenzia il volantino diffuso dal SerT, può generare problemi economici e familiari, determinare disturbi psicologici, come ansia e depressione, influire in maniera negativa sulle relazioni sociali e sul lavoro, fino alla solitudine e alla povertà, causare malattie, indurre a commettere reati. Conseguenze che spesso non vengono neppure prese in considerazione salvo manifestarsi in tutta la loro gravità. Chi si rivolge al Sert per se stesso o, più frequentemente, per un proprio familiare o amico, può contare sulla garanzia dell’anonimato ed essere seguito nel suo programma di cura nella più completa riservatezza. A una prima valutazione del problema segue la definizione di un programma di cura che comprende anche interventi di psicologi e assistenti sociali.

In provincia di Sondrio, oltre all’attività svolta dal Sert dell’Asst Valtellina e Alto Lario, la cooperativa “Lotta contro l’emarginazione” gestisce un numero di telefono dedicato, 366 9292840, attraverso il quale fornisce una prima consulenza che sarà seguita dal colloquio con un operatore specializzato.

Un’azione complementare a quella del Sert che si unisce al gruppo dii mutuo aiuto, coordinato dalla cooperativa, attivo in Bassa Valtellina, che sarà presto esteso ad altre zone della provincia.